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Fiamma, il cane robot dei Vigili del Fuoco per le emergenze CBRN

L'11 giugno 2026 i Vigili del Fuoco hanno mostrato a Torino Fiamma, il cane robot del progetto rescEU che preleva campioni nelle zone a rischio CBRN.

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Unità mobile rossa dei Vigili del Fuoco per rilevamento e campionamento CBRN, con scaletta di accesso
Un'unità mobile CBRN dei Vigili del Fuoco a Roma nel 2025. Il robot Fiamma non è nella foto. · Foto: GiovanniPen, CC BY-SA 4.0

L'11 giugno 2026 il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco ha mostrato a Torino, al campus delle Nazioni Unite, Fiamma: un cane robot pensato per entrare per primo nelle zone contaminate da agenti chimici, biologici, radiologici o nucleari (CBRN). La presentazione si è svolta a margine dell'Academy dei centri di eccellenza dell'Unione europea per la mitigazione dei rischi CBRN.

Il progetto rescEU#

Fiamma fa parte di rescEU CBRN-DSIM-IT, un progetto europeo a guida italiana presentato a Verona il 5 marzo 2026. Secondo i Vigili del Fuoco, è coordinato sul piano operativo dal Corpo nazionale, con il supporto amministrativo e scientifico di ENEA; tra i partner ci sono anche l'Istituto Superiore di Sanità e l'Ospedale Sacco di Milano. Il finanziamento della Commissione europea è di circa 27 milioni di euro su tre anni.

Il progetto prevede 11 veicoli speciali: laboratori mobili biologici e chimici, droni, robot terrestri e un cane robot CBRN. La squadra deve essere pronta a operare entro 12 ore dalla richiesta europea. Il dispositivo è stato messo in prontezza durante le Olimpiadi e Paralimpiadi di Milano Cortina 2026: secondo Adnkronos, in assenza di allarmi non è entrato in azione, ma sono stati testati logistica e posizionamento.

Come lavora Fiamma#

Secondo quanto raccontato ad Adnkronos a marzo 2026 dalla microbiologa Maria Rita Gismondo:

  • un programma di intelligenza artificiale usa velocità del vento e condizioni meteo per stimare l'area più a rischio;
  • il robot viene mandato in quella zona, dove i sensori sul muso rilevano le sostanze, prelevano campioni e inviano immagini e dati agli operatori;
  • lo guida un vigile del fuoco formato, anche da molto lontano;
  • può essere inviato da solo, senza spostare l'intero laboratorio.

Gismondo afferma che il sensore usa "la stessa tecnologia" di uno strumento mandato su Marte, senza indicare la missione. Marca e modello del robot non sono stati comunicati.

Perché un robot

L'obiettivo è ridurre l'esposizione delle persone: il robot entra per primo nell'area pericolosa e raccoglie le informazioni che servono per decidere come intervenire.

Fonti#

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